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Notiziario
Diga
del Celone
Presenza, nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2003, di alcune decine
di oche selvatiche nell'area dell'invaso. La stessa presenza si è
ripetuta nei mesi di gennaio e febbraio del 2004.
Presenza, nel mese di luglio 2003, per circa una settimana, di fenicottero
rosa, con cinque esemplari provenienti, con molta probabilità dalla
zona umida di Margherita di Savoia ove è presente una consistente
popolazione nidificante.
Presenza, nel 2003, nei mesi estivi, di cicogna bianca, con cinque o sei
esemplari, nell'ambito della diga del Celone e nei dintorni. Si sta studiando
la possibilità di realizzare nidi artificiali per stimolare la
riproduzione.
Monitoraggio
dei reali impatti ambientali dei poli eolici
Sta continuando il monitoraggio sui reali impatti dei poli eolici nel
Subappennino.
I risultati globali verranno pubblicati nella seconda edizione del rapporto
sullo stato dell'ambiente del Subappennino che dovrebbe uscire intorno
ad aprile 2005.
Nel monitoraggio si sono prese in considerazione, in modo particolare,
le possibilità di impatto dell'avifauna contro le strutture e le
possibilità di riconquista delle aree occupate dai parchi eolici
da parte dei mammiferi.
Al momento, per quanto riguarda l'avifauna, sono state registrate con
sicurezza 4 collisioni di rapaci contro le pale. Di queste collisioni
3 hanno avuto come esito la morte degli individui mentre per il quarto,
dopo lo stordimento, vi è stata piena ripresa.
Il periodo di osservazione copre 4 anni di attività degli impianti
ed ha riguardato tutti i parchi eolici esistenti nel Subappennino.
Per quanto riguarda i mammiferi le osservazioni riguardano le seguenti
specie: lupo, volpe, lepre.
Nel caso del lupo già nella relazione finale della ricerca sulla
presenza del predatore si era accennato ad una notevole velocità
nella riconquista dei territori che erano stati abbandonati nella fase
di cantiere. Ulteriori conferme giungono da altri poli che vengono regolarmente
attraversati dal lupo nei suoi spostamenti.
Per la volpe non si sono registrate interazioni negative al di fuori dello
spostamento per la caccia ai micromammiferi nel periodo di cantiere e
nel momento di prima attività degli impianti.
Per quanto riguarda la lepre le difficoltà di riconquista delle
aree di pascolo ove sono stati impiantati i poli riguarda quasi esclusivamente
i soggetti rilasciati ciclicamente a scopo venatorio. Ove la specie ha
avuto la possibilità di riprodursi, i nuovi nati hanno preso confidenza
con le strutture di produzione dell'energia con una certa facilità.
In ogni caso, l'Osservatorio sta
operando per far sì che nuovi impianti sorgano al di fuori delle
aree a pascolo e vengano piuttosto concentrati su zone ormai degradate
ed utilizzate a scopo agricolo, possibilmente non alla sommità
dei rilievi.
Incremento
delle popolazioni di falsa tarantola (ragno lupo)
Nell'ambito del monitoraggio generale del Subappennino sembra accertata
la tendenza all'incremento della presenza della Tarantola, un ragno che,
diffuso in modo maggiore nel Salento, attualmente vive un momento di espansione
anche nel Subappennino oltre che nelle zone immediatamente a valle verso
il Tavoliere.
Le cause di questo incremento potrebbero essere individuate nel clima
sempre più caldo.
Nel solo mese di luglio 2003 sono stati recuperati una quindicina di esemplari.
Nel 2004 il fenomeno si è riproposto in eguali proporzioni.
Ricerca
sui lepidotteri diurni del Subappennino Dauno
Specie di lepidotteri rinvenute nel Subappennino Dauno.
La presenza delle specie di cui si riportano le foto è stata verificata
di recente nel quadro delle attività di ricerca svolte dall'Osservatorio
di Ecologia Appenninica.
La loro presenza era ipotizzata nelle più recenti pubblicazioni
fra cui quella edita dal gruppo Umanesimo della Pietra e sponsorizzata
dalla Regione Puglia, ma non se ne aveva certezza mancando catture e segnalazioni.
Secondo il responsabile della sezione entomologica, Dott. Antonio Cicerale,
dovrebbero essere presenti altre specie, oltre a queste e a quelle più
comuni da tempo accertate, ma l'accertamento viene rimandato alla ripresa
dell'indagine in primavera.
Grosse sorprese dovrebbero inoltre venire dall'indagine sui lepidotteri
notturni che si sta avviando e che si completerà nel periodo estivo.
Al momento sono verificate le presenze di più di 150 specie di
lepidotteri diurni e di oltre 200 di lepidotteri notturni.
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Rilevamenti:
Un esemplare maschio e due femmine a m. 400 s.l.m.
E' una vistosa farfalla dalle ali posteriori fortemente pigmentate
di rosso, vive di solito in ambienti a substrato calcareo o sabbioso,
sui pendii assolati e semidesertici. Presenta una sola generazione
annuale con sfarfallamenti in maggio. I bruchi sono polifagi. Vola
di notte e al mattino la si può trovare a terra alla base
dei lampioni. Questa farfalla s'è molto rarefatta in questi
ultimi anni per i continui attacchi ai suoi biotopi da parte dell'uomo.
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Arctia ebe
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Rilevamenti:
Due maschi e una femmina. m. 600 s.l.m..
Specie piuttosto localizzata, preferisce volare in ambienti alberati
e radure, con pendii aridi e stepposi. Spesso si posa sul terreno
mimetizzandosi , o sui cespugli di rovo e di rosa selvatica per
succhiare il nettare. Una sola generazione annuale tra Giugno-Settembre.
Il bruco vive e sverna su varie graminacee.
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Chazara briseis F
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Chazara briseis M
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Rilevamenti:
Un esemplare maschio. m. 600 s.l.m..
Specie di grossa taglia di un bel colore grigio chiaro nella pagina
inferiore delle ali e celeste violaceo su quella superiore .Frequenta
pendii sassosi di boschi radi dove cresce la sua pianta preferita:
la Colutea arborescens. E' una specie piuttosto rara e localizzata.
L'esemplare è stato catturato mentre era intento a bere sul
suolo bagnato di un fontanile. Periodo di farfallamento: fine Giugno-Luglio.
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Iolana iolas
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Rilevamenti:
Una femmina, a m. 800 s.l.m..
Elegante farfalla dal colore bianco-crema con disegni neri e ocelli
con punteggiatura azzurra sulle ali posteriori della pagina superiore.
La farfalla vola sui prati e pendii erbosi ricchi di graminacee,
specialmente di Codolina sp., pianta nutrice del bruco. La farfalla
è molto localizzata. L'esemplare volava, da solo, su un pendio
erboso al margine di un bosco di querce, pruni e aceri campestri.
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Melanargia arge
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Specie catturata solo nel
Gargano, almeno per ora, ma che è ragionevole possa essere
trovata anche nel Subappennino.
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Meleageria daphnis
F
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Meleageria daphnis
M
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Rilevamenti:
Una coppia, e un maschio a m. 600 s.l.m.
E' una specie di un colore azzurro cielo brillante, con venature
chiare nella pagina superiore delle ali anteriori. La femmina è
di un bel colore marrone con una serie di lunule arancione marginali.
Frequenta prati collinari dove crescono le piante nutrici dei bruchi:Astralagus
e Thymus. La specie del Sub-Appennino Dauno presenta i margini neri
più larghi nel maschio e la pagina inferiore delle ali di
un bel grigio chiaro; per la sua posizione geografica e secondo
alcuni autori dovrebbe appartenere alla ssp. splendens.
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Plebicula escherii
F
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Plebicula escherii
M
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Rilevamenti:
Un maschio, a m. 800 s.l.m.
Specie di modeste dimensioni, vola verso la fine di Luglio. E' una
farfalla inconfondibile per il colore striato di bianco delle ali
inferiori; nella femmina è più marcato.
Il maschio è di un colore marrone scuro, la femmina si distingue
per le macchie arancione che ornano le ali anteriori. Predilige
i boschi con pendii cespugliosi, dove ama volare per lo più
vicino agli apici di pruni e noccioli sui quali depone le uova.
La farfalla è molto rara e localizzata, in via di estinzione
e oramai assente in numerose località italiane.
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Thecla betulae F
vista inferiore
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Thecla betulae M
vista inferiore
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Nuova
nidificazione di Cormorano alla diga di Torrebianca
Dopo una prima nidificazione nel 2003, portata a termine con successo
da una coppia con l'involo di 2 giovani, quest'anno si è registrata
una nuova nidificazione da parte di due coppie che hanno costruito i nidi
uno vicino all'altro su un albero secco in mezzo al lago.
Il 3 giugno 2004 sono stati osservati gli individui in fase di cova.
Cicogne
alla diga di Torrebianca
Negli ultimi giorni di agosto 2004,
50 cicogne hanno sostato nell'ambito della diga di Torrebianca preparandosi
al volo migratorio che le porterà a svernare in Africa. Nell'area
si stanno notando sempre maggiori presenze di fauna grazie alla tranquillità
di cui godono nel sito. A metà settembre 2004, 23 esemplari di
cicogna, di cui 22 giovani ed 1 adulto, hanno sostato per un pomeriggio
e la notte a Lucera, nel centro abitato. La mattina successiva, verso
le 10, sono ripartite per la migrazione.
ATTIVITÀ
Recuperi fauna
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Recuperato un assiolo temporaneamente
incapace di volare e consegnato all'Osservatorio da una collaboratrice.
L'esemplare è stato tabulato per alcuni giorni e nutrito
e successivamente è stato rilasciato in natura. Il rilascio
è avvenuto all'imbrunire e l'esemplare, dopo un primo volo
si è posato su un paletto di una recinzione per poi, successivamente,
volare via definitivamente.
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Recupero di esemplari di
Testudo hermanni e rilascio in natura. Due esemplari sono stati
ritrovati in centro abitato a Lucera, in un'area periferica caratterizzata
da alcuni incolti.
Gli esemplari sono stati raccolti uno vicino al marciapiede, sulla
strada, fra le macchine parcheggiate, l'altro è stato preso
in un giardinetto pubblico, fra l'erba, vicino ad un albero.
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Gestione del territorio
L'Osservatorio di Ecologia Appenninica
partecipa, attraverso il suo Direttore, al Tavolo Tecnico del PIT 10 Subappennino
con competenza su tutti gli aspetti ambientali.
L'Osservatorio ha contribuito in maniera significativa all'elaborazione
dell'idea forza del PIT consistente in una rete di centri visita tematici,
uno per ogni centro abitato, e in una rete di sentieri natura che sono
stati individuati per uno sviluppo di circa 50 Km.
Sono in fase di individuazione,
cartografazione e descrizione una serie di siti di notevole importanza
ambientale sui quali verranno richiesti provvedimenti urgenti di protezione.
In un prossimo aggiornamento questi siti verranno descritti ed illustrati
attraverso una serie di immagini.
Pubblicazioni
Uscita la pubblicazione sulla presenza
del lupo nel Subappennino Dauno. Il volume riassume in forma divulgativa,
ma conservando il rigore scientifico, i risultati della ricerca sulla
presenza del lupo nel Subappennino esaminandone i vari aspetti.
Il lavoro è stato inviato alle Amministrazioni locali ed alle scuole
del territorio in modo da divulgare una presenza qualificante per l'ambiente
e sensibilizzare la popolazione perché collabori alla protezione
del predatore.
Il volume è reperibile presso l'Osservatorio di Ecologia Appenninica.
Di prossima uscita il secondo
rapporto sullo stato dell'ambiente del Subappennino Dauno.
Il lavoro riassume i risultati del monitoraggio in atto da ormai sei anni
ed aggiorna la precedente uscita "rapporto preliminare sullo stato
dell'ambiente".
In questo aggiornamento si danno le notizie preliminari del monitoraggio
dei reali impatti ambientali relativi ai poli eolici in funzione nel territorio,
con particolare riguardo alle possibili collisioni di avifauna con le
pale in movimento.
L'uscita del lavoro, salvo imprevisti, è programmata per la fine
del mese di aprile.
In fase di ultimazione alcuni
lavori che verranno pubblicati presumibilmente entro la fine dell'anno
nella collana "contributi scientifici alla conoscenza del Subappennino":
Cicerale A.:i lepidotteri diurni del Subappennino Dauno - rapporto preliminare.
Marrese M.: la flora vascolare del Subappennino Dauno
Caldarella M.: chek-list dell'ornitofauna del Subappennino Dauno
Per i docenti interessati è
disponibile presso l'Osservatorio e può essere richiesta la videocassetta
didattica "ecologia del fiume - parte prima: in natura" una
vera e propria lezione sulla vita di un corso d'acqua dedicata soprattutto
alla piccola fauna dei macroinvertebrati acquatici.
Nel filmato vengono riprese le fasi di un campionamento, la selezione
e l'illustrazione dei vari invertebrati e la spiegazione del significato
della loro presenza.
Attività di rete
L'Osservatorio di Ecologia Appenninica
è stato incluso fra i Centri di Esperienza della Regione Puglia.
In tal senso partecipa alla rete INFEA.
Nell'ambito della rete l'Osservatorio ha presentato e sta sviluppando
un progetto di divulgazione ambientale che coinvolge la maggior parte
delle scuole del Subappennino. I ricercatori ed i collaboratori dell'Osservatorio,
in questa prima fase, stanno effettuando una serie di lezioni nelle scuole
per presentare il territorio e le sue caratteristiche. Una seconda fase
prevederà lezioni ed escursioni nell'ambiente del Subappennino
durante le quali gli allievi verranno guidati alla scoperta e all'interpretazione
della natura.
L'Osservatorio di Ecologia Appenninica
è stato inserito nel progetto ORSA-Net dell'APAT e si è
candidato a Ente Capofila. L'Osservatorio è stato riconosciuto
competente a coordinare attività di interesse ambientale in un
ambito interregionale con un territorio comprendente il Subappennino Dauno
(Puglia), la Comunità Montana dell'Ufita e quella del Fortore (Campania).
In questa rete sono previste attività di ricerca di base ed applicata,
di monitoraggio, di progettazione ambientale, di consulenza per le Pubbliche
Amministrazioni e di Didattica e divulgazione.
Per
ulteriori informazioni contattare:
oseap@oseap.it
oppure ecolab.pennacchioni@inwind.it
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