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La bruciatura
delle stoppie
Tradizionalmente, nel comprensorio,
e più in generale in tutta la Puglia, l' eliminazione delle stoppie
di grano dai campi avviene attraverso la loro combustione in loco. Spesso,
assieme alle stoppie, vengono in questo modo eliminate grandi quantità
di paglia, resto della trebbiatura.
Quella dell' eliminazione con la bruciatura delle stoppie si è
accennato, è una delle operazioni tradizionali di una agricoltura
che qui trova le sue radici nel periodo neolitico e che in passato coinvolgeva
tutta la comunità agricola locale per il controllo del fuoco in
modo che "non scappasse" e non coivolgesse boschi ed altri coltivi.
Il motivo c'era ed era costituito dal fatto che il bosco, con la sua legna
ed i suoi prodotti, era in pratica una ricchezza.
Attualmente questo avvenimento ha perso tutto il suo fascino e viene vissuto
come una normale operazione colturale, ignorando i progressi tecnologici
che oggi permetterebbero l' interramento delle stoppie per il miglioramento
del terreno.
A complicare le cose, entra in ballo una norma strana di una legge regionale
che prevede che le stoppie possano essere bruciate solo dopo la metà
di agosto e che chi le brucia prima viene punito ... "ma solo se
viene colto nell'atto di accendere le stoppie!"
La conseguenza immediata di questo fatto sta nel comportamento del contadino
che getta il fiammifero e se ne va, lasciando il fuoco libero di bruciare
le stoppie, di spegnersi o di espandersi a piacimento, anche nei boschi.
In questo contesto, un ruolo grave è giocato dal comportamento
incosciente e criminale del contadino che ignorando che le norme di legge
vogliono che immediatamente dopo la mietitura i campi vengano circondati
da solchi frangifuoco, bruciano senza aver protetto i campi con queste
strutture che per legge dovrebbero essere di almeno 10 metri e che o non
esistono o vengono realizzate con uno o due solchi, spesso a ridosso dei
boschi. L'impatto che una situazione del genere ha sull'ambiente e sulla
fauna è comprensibile.
Tanto più è forte quanto più queste cose avvengono
in campi ricavati all'interno di boschi (in passato il disboscamento fraudolento
a pelle di leopardo ha creato isole di coltivazione all'interno delle
zone boscate, degradando in modo estremo l' ambiente e costituendo aree
di eccezionale pericolosità d' incendio quando si procede cervelloticamente
alla combustione delle stoppie) e quando in questi boschi esiste una popolazione
di lupo (ma non solo) che potrebbe scomparire dalla circolazione in poco,
proprio a causa di un incendio.
E comunque, si è notato, lo stesso odore di fumo della bruciatura,
sia pur controllata delle stoppie, porta notevole agitazione alle popolazioni
animali del circondario, mettendo in allarme l' istinto di conservazione
e portando diversi individui alle soglie di un livello pericoloso di stress.
Anche in questo caso, a parte gli opportuni provvedimenti di ricostituzione
forestale su quei coltivi abusivi e comunque troppo interni ai boschi
o su terreni troppo acclivi, è possibile trovare un accordo soddisfacente
per la soluzione del problema.
Esistono infatti macchine
tritura stoppie che permetterebbero il loro interramento con benefici
effetti per il suolo e per l' ambiente in genere (basti pensare all' enorme
quantità di inquinanti che vengono immessi nell' aria con la combustione
di stoppie e paglia).
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