 |
L'educazione
Fondamentalmente si può
affermare che tutti o quasi tutti i problemi esposti precedentemente potrebbero
risolversi automaticamente se la cultura naturalistica del nostro paese
si innalzasse anche di poco.
La tutela dell' ambiente è fondamentalmente un problema di cultura.
Si può affermare tranquillamente che la fonte e lo stimolo della
maggior parte dei guai ambientali che ci affliggono è costituita
dall' ignoranza. Il concetto di animale nocivo che tanto ha condizionato
la nostra cultura ambientale scaturiva dall' ignoranza delle funzioni
ecologiche dei predatori.
La persecuzione che ancor oggi si effettua contro il lupo altro non è
che un effetto dell' ignoranza. Parla di lupi, spesso, chi di lupo non
ha mai visto nemmeno una foto e non ha mai letto un rigo (lo stesso avviene
sulle vipere, sui rettili in genere, sui rapaci notturni, ecc.).
Possedere nel proprio territorio un patrimonio faunistico come quello
rappresentato dal lupo, dalla lontra, dai rapaci, ecc. comporta per l'
uomo che con questi animali convive, l' obbligo di conoscerli almeno quanto
basta a capirne il valore.
Troppo spesso i nostri giudizi si basano su asserzioni di persone legate
a vecchi schemi superati.
Con questo sistema non si può andare avanti.
Se l' educazione e l' informazione sono così importanti, è
obbligo di fornirli. Occorre che la scuola, fra le tante cose inutili
che propone, si occupi di far conoscere il territorio in cui opera, le
sue peculiarità, i suoi valori.
Purtroppo la scuola è popolata da tante figure emblematiche di
docenti strani che, ad una analisi neanche tanto approfondita, non si
sa né perché siano nella scuola, né che ci facciano,
ma soprattutto, non ci si spiega perché nessuno li abbia mai cacciati.
Ricordo una professoressa di scienze che, alla notizia che nel subappennino
esistevano i lupi se ne uscì, di fronte agli alunni, con una esclamazione
del tipo: "Madonna mia!, e perché non li ammazzano tutti?".
È evidente che se la conservazione della natura deve essere affidata
a tali individui..... addio Natura!.
La validità di centri di informazione, di documentazione, di sensibilizzazione
ambientale come potrebbero essere i musei naturalistici, i centri di educazione
ambientale, i centri di visita, ecc. viene esaltata dalle penose carenze
della scuola "ufficiale", sia pubblica che privata.
È comunque necessario che "chi sa, dica", che si abitui
la gente a capire che il proprio territorio vale più di quanto
ci si aspetti e che è passato il tempo della "Res nullius",
la cosa di nessuno, ma che oggi ci si trova di fronte alla "Res comunitatis",
la cosa di tutti, e che quel "tutti" è ciascuno di noi.
Con la corretta informazione si cambiano le mentalità. I fatti
vanno presentati correttamente: se su un giornale compare la notizia "Subappennino
attaccato dai lupi" secondo un tradizionale disonesto modo di presentare
le cose da parte di giornalisti ignoranti che cercano solo la sensazione,
è certo che si scatenerà la guerra al lupo.
Se la stessa notizia, sulla presenza del lupo, compare come "Il lupo
ancora presente nel Subappennino: l' ambiente è ancora sano",
cosa che corrisponde a pura verità in quanto il lupo non frequenta
ambienti distrutti, sicuramente la reazione sarà di legittimo orgoglio
per aver saputo conservare accettabile l' ambiente.
Oltretutto il giornalista di turno risparmierebbe una sicura brutta figura
in quanto non esistono notizie fondate che in Italia il lupo abbia attaccato,
se non costretto pesantemente, qualche essere umano dal quale, di solito,
al contrario, si tiene a debita distanza.
|