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Danni agli allevamenti
Come già
accennato nel corso del lavoro, il fenomeno più vistoso della situazione
analizzata è costituito dai danni agli allevamenti. E' lecito pensare,
anzi, che se non fossero state registrate predazioni a carico di animali
domestici, molto probabilmente il fenomeno "lupo" ed il problema
"cane vagante" sarebbero stati notati soltanto dagli specialisti
del settore.
La situazione attuale è facilmente sintetizzabile: l'allevatore
sistematicamente perde alcuni capi di bestiame, si rivolge alle autorità
senza ottenere soddisfazione in quanto "ufficialmente" la presenza
del lupo non e accertata con sicurezza, ci sono in giro dei cani ed il
danno potrebbe essere imputato a loro.
Inoltre, i veterinari che vengono interpellati in caso di danno non possono
distinguere la causa della morte degli animali "in quanto non si
è in grado di distinguere se l'aggressore è stato il lupo
od il cane" (entrambi mordono nello stesso modo e per lo più
la tecnica di caccia è la stessa). Risultato: l' allevatore rimane
insoddisfatto e, una volta tornato a casa, controlla la grana del piombo
per vedere di farsi giustizia da solo.
Questo è, né più né meno, il quadro che è
venuto fuori dai colloqui con decine di allevatori che hanno subito danni
al bestiame.
In una situazione del genere, l' allevatore vede solo un fatto: perde
animali, quindi soldi e nessuno risulta disposto a rimborsarlo della perdita.
Si imposta a questo punto una reazione, eticamente riprovevole, ma comprensibile,
visto e considerato che chi alleva animali non lo fa per sport, ma per
guadagnare e nutrire la famiglia.
Una reazione che consiste nel difendere il proprio patrimonio zootecnico
con i mezzi a disposizione, siano essi fucili, bocconi avvelenati o tagliole.
Il problema si complica in quanto, tutte le volte che viene denunciato
un danno, per l' Amministrazione pubblica la competenza a periziare il
danno stesso è del veterinario che, il più delle volte,
non ha mai vi sto un lupo nemmeno da lontano.
Onestamente, quindi, il professionista, per non sbagliare, o non emette
verdetto, oppure genericamente attribuisce il danno a canidi, comprendendo
quindi il lupo ed il cane.
D' altra parte, dall' esame del solo animale predato e delle tracce che
porta su di sé, non è assolutamente possibile distinguere
se il predatore che lo ha assalito sia lupo o cane, in quanto entrambi
hanno le stesse modalità di assalto, e, essenzialmente, entrambi
hanno un apparato masticatorio uguale per cui la traccia del morso è
identica.
È evidente, quindi, come sia necessario conoscere la situazione
faunistica del territorio per poter definire, almeno come minima possibilità
se, nel danno, possa essere coinvolto il lupo.
Ragione vorrebbe
che, coesistendo sia il predatore selvatico che i cani, l' Amministrazione
pagasse i danni sia dell' uno che dell' altro, come in effetti fanno alcune
Regioni italiane.
Ciò, almeno, in attesa di realizzare una bonifica del territorio
dal randagismo canino.
Che i danni al bestiame domestico, infatti, siano da imputare sia al lupo
che al cane è ormai cosa certa.
Sono stati documentati casi in cui gli stessi cani del pastore hanno assalito
di notte pecore del proprio gregge facendo vere e proprie stragi.
Nell' area di Orsara di Puglia sono stati osservati cani da pastore fare
comunella con branchi di randagi che di giorno seguivano a distanza le
greggi e successivamente, di notte, si avvicinavano e con la complicità
e l' aiuto dei cani "da guardia" assalivano le pecore riuscendo
a portar via alcuni esemplari.
Il fatto, a prima vista inspiegabile, può benissimo essere compreso
se si considera che in moltissimi casi i cani che vengono posti a guardia
degli armenti non sono assolutamente addestrati, sono di dubbia origine
e quindi risultano inadatti al compito che si vuole venga espletato.
Causa di tutto ciò un errato concetto di risparmio, visto che un
cane addestrato per la guida del gregge viene a costare considerevolmente.
Ciò spiega anche l' atteggiamento dei cani in occasione di assalti
di lupi. Più di un allevatore, la mattina dopo l' assalto, ha trovato
i cani ancora impauriti e nascosti nei posti più impensati. Cani
la cui taglia superava abbondantemente quella del lupo e che, a prima
vista, avrebbero spaventato chiunque. La mancanza di addestramento li
portava a non reagire, ma anzi, a. nascondersi al sopraggiungere dei predatori.
Un dato di fatto ci conforta in queste affermazioni: i pochi pastori che
hanno cani di razza e convenientemente addestrati, non hanno subito considerevoli
danni e, comunque, hanno assistito a reazioni positive nei cani, reazioni
che hanno permesso l' intervento dell' uomo che ha potuto così
contribuire a mettere in fuga il predatore.
Un altro aspetto negativo della questione è nascosto dietro alla
già più volte citata mancanza di rimborso dei danni da lupo.
Il lupo è un animale protetto e definito "patrimonio indisponibile
dello Stato". La protezione di un carnivoro passa anche attraverso
la possibilità che questo abbia a disposizione prede con cui sostentarsi.
Scomparse quasi totalmente le prede tradizionali del lupo, questo si rivolge
anche al bestiame domestico.
Compito dello Stato, quindi, è quello di rimborsare i pastori del
danno subito.
In effetti, per l' allevatore, vendere la pecora al mercato o venderla
allo Stato è la stessa cosa.
L' essenziale è che possa ricavarne un utile.
I1 risarcimento del danno, soprattutto in tempi brevi, porterebbe, come
prima conseguenza, alla sospensione delle ostilità da parte degli
allevatori nei confronti del lupo. Si imposterebbe quindi il primo passo
per la sua effettiva tutela.
Una successiva bonifica del territorio dal randagismo porterebbe ad una
sicura diminuzione di rimborsi, con un notevole risparmio e con la sicurezza
di rimborsare solo danni effettivi da lupo. L' eliminazione del randagismo
avrebbe inoltre come conseguenza positiva l'eliminazione di competitori
territoriali e alimentari del lupo, ponendo quindi a sua disposizione
ulteriori riserve trofiche e allontanandolo ulteriormente dagli allevamenti.
Una prospettiva questa del risanamento dal randagismo da considerare a
medio-lungo termine, ma non come impossibile, insieme al risarcimento
dei danni, come unico rimedio ai danni stessi ed unica strada da percorrere
per la tutela del lupo.

Indice
Qualche considerazione || Interazione
tra cani e lupi || Intervento
sul randagismo canino
Le attività
umane: la ceduazione || La
bruciatura delle stoppie || Gli
incendi boschivi
Il turismo || La
caccia || L'educazione || Conclusioni
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